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¤°.¸¸.·´¯`»«´¯`·.¸¸.°¤Si narra che il fiume, correndo verso il mare, racconti a se stesso delle fiabe per farsi compagnia e per avere meno paura di quell'attimo in cui diventerà immenso.
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4月17日 In un attimo d'ispirazione
Sapesse la Luna! Danzò tutta la notte sola; Stanca,
3月31日 Auguri ^__^ 1 anno e 4 mesi
Divino è L'Amore Sacro templio consacrato agli amanti. Consacrati siano coloro che si lasciano andare al caldo abbraccio di Colei che più di tutti amò il suo Sposo. Sia d'esempio l'amore Eterno che superò la Vita che superò la Morte: l'Amore puro che di due anime ne fa un Tutt'uno.
Che anche il nostro Amore possa superare qualsiasi barriera, che sia terrena, o meno, oltre il tempo, oltre lo spazio. Possano le nostre anime ritrovarsi in eterno, ed ogni volta, riiconoscersi...rii- innamorarsi ancora. Auguri..ti Amo tanto Anima che con me condividerà l' eternità.
3月21日 Felice Ostara !![]() “Se tu non torni non tornerà neanche l’estate e resteremo qui io e mia madre a guardare la pioggia. Se tu non torni non torneranno neanche le rondini e resteremo qui io e mio padre a guardare il cielo. Se tu non torni non tornerà nemmeno il sole e resteremo qui io e mio fratello a guardare la terra... ...Che era così bella quando ci correvi con un profumo d’erba che tu respiravi era così grande se l’attraversavi e non finiva mai. Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia che ti serva da lontano ad indicarti la via così amore amore amore, amore dove. sei? Se non torni non c’è vita nei giorni miei. Se tu non torni non torneranno i bei tramonti e resterò con me a contemplare la sera... ...Che era così bella quando ci correvi con un profumo d’erba che tu respiravi era così grande se l’attraversavi e non finiva mai. Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia che ti serva da lontano ad indicarti la via così amore amore amore, amore dove sei? Se tu non torni non c’è vita nei giorni miei.” 3月20日 Proserpina
Proserpina è la versione romana della dea greca Persefone o Kore. Il nome potrebbe derivare dalla parola latina proserpere ("emergere") a significare la crescita del grano. Infatti, in origine, fu senza dubbio una dea agreste.
Il mito vuole che Plutone , dio degli Inferi, deciso a visitare la terra, emerse ad Enna. Li nei pressi del lago Pergusa, scorse la bella Proserpina mentre raccoglieva dei fiori. Plutone, invaghito dalle fattezze leggiadre della fanciulla con un atto fulmineo la rapì e facendola salire sul proprio carro guidato da quattro cavalli neri la condusse nell’Ade. Colta dal dolore per la scomparsa della figlia, Cerere, la cercò per mari e monti senza sosta per nove giorni e nove notti senza che però sapesse notizia alcuna. Solo Elios, che illumina la terrà e dissipa ogni trama oscura, che tutto sa e tutto ascolta, poté riferirle cosa era accaduto alla fanciulla. Venuta a conoscenza del ratto della propria figlia, Cerere, disperata rivolse un’accorata preghiera a Giove affinché Proserpina le fosse restituita, ma egli, che non voleva dispiacersi il fratello Plutone, tentennò nel esaudire la richiesta di questa.
Cerere, distrutta dal dolore e risentita con gli altri Dei, decise allora, di ritirarsi nell’Olimpo, ma ciò provocò una terribile siccità e carestia nella Sicilia, terra che ella con la sua presenza aveva reso tanto fertile, e non vi era invocazione o supplica o scongiuro a lei rivolto che potessero placarla. Ella sarebbe ritornata solo quando avesse riavuto indietro Proserpina. Giove, allora, decise di inviare Mercurio da Plutone, affinché gli imponesse di restituire la fanciulla. Questi accetto, ma prima che ella potesse risalire sulla terra con l’inganno le fece mangiare dei chicchi di Melograno facendola così sua sposa e quindi impossibilitata a tornare definitivamente dalla Madre.
Giove, mosso da compassione , decise allora di mediare la situazione: Persefone avrebbe passato sei mesi nel Regno degli Inferi con il suo sposo e gli altri sei mesi con la propria madre.
La leggenda quindi vuole che Cerere accolga con gioia il ritorno di Proserpina facendo rifiorire la natura in primavera ed in estate Mentre alla sua partenza, afflitta dal dolore, renda sterili i campi in autunno ed inverno.
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